Microsoft e Nokia: insieme per sopravvivere nel mobile computing.

Due grandi aziende di informatica ed elettronica dal passato glorioso, Microsoft e Nokia, hanno perso terreno nella battagliaper il mercato degli smartphone e del mobile computing, oggi il campo preferito da progettisti e sviluppatori. Ma ora si mettono insieme per riguadagnare la preferenza degli utenti. Ce la faranno?

Notizia bomba nel mondo dell’informatica: Microsoft si compra l’intera divisione telefonia della Nokia, una delle aziende, se non l’azienda, che ha inaugurato il boom della telefonia mobile con prodotti leggendari come il 3310, famoso per essere diventato il telefonino delle masse, facile da usare e a basso prezzo, e per la sua “indistruttibilità” e resistenza agli urti. Inoltre, la Nokia ha contribuito alla creazione di telefoni multiuso, sviluppando gli antenati degli attuali smartphone già nella metà degli anni 90 (es.: il Nokia Communicator), sviluppando anche un sistema operativo dedicato per questi apparecchi, il Symbian. Ebbene, Microsoft ha comprato dalla Nokia l’intero settore “Devices & Services” per ben 5,44 miliardi di euro, e userà stabilimenti e competenze per sviluppare insieme smartphone per il grande pubblico.

Fin qui i fatti, ma una delle particolarità di questo accordo – anzi, quella più evidente – è che i due protagonisti sono aziende pioniere che hanno fatto la storia dell’informatica e della telefonia, ma che negli ultimi anni hanno perso terreno e soprattutto quote di mercato nel settore degli smartphone e dispositivi portatili, vero e propria locomotiva attuale del settore informatico.

Può darsi che entrambe le aziende si siano “riposate sugli allori”, forti della loro posizione dominante nei rispettivi settori, del resto la prima detiene una quota quasi del 90% sui sistemi operativi e l’altra deteneva una quota del 62.5% sui telefonini in tutto il mondo. Questo però non ha impedito alle compagnie della concorrenza di sviluppare prodotti alternativi, aprendo nuovi orizzonti nel mondo della telefonia mobile.

In particolare, tre di queste compagnie sono Google, Apple e Research In Motion – costruttrice dei BlackBerry. Ognuna di queste ha fatto la sua parte nello sviluppo degli smartphone attuali: Apple ha presentato gli smartphone come un accessorio sia pratico che alla moda, dotato di un’interfaccia molto bella, un design ricercato, un sistema operativo – l’iOS – veloce e stabile, un sacco di programmi di terze parti, uno schermo a risoluzione altissima e altri congegni, come gli accelerometri e lo schermo multi-touch, che migliorano l’esperienza utente e rendono l’apparecchio facile da usare per chiunque. L’unico difetto effettivo degli apparecchi Apple è il loro prezzo molto elevato, spesso ammortizzato con pagamenti rateali sotto forma di consumo regolare di traffico telefonico, ma comunque impegnativo. La Research In Motion ha inserito nei suoi BlackBerry i servizi “push”, cioè dei servizi online che forniscono in automatico, senza l’intervento dell’utente, determinate informazioni allo smartphone, in genere non appena sono disponibili, come e-mail, notizie, informazioni di borsa e altro, il tutto trasmesso con alti livelli di crittografia e sicurezza; però il BlackBerry è rimasto appannaggio della clientela d’affari, la più interessata alle suddette caratteristiche, e il fatto di usare un sistema operativo proprietario è stato un ulteriore limite alla sua diffusione. Ma a proposito di sistemi operativi, il vero colpo di coda lo ha dato Google col suo Android, un sistema operativo che presenta tutti i vantaggi dell’iOS ma in più ha la possibilità di essere installato su qualunque smartphone dotato dell’hardware giusto, inoltre è open source ed è basato su Linux, un altro sistema open source che, tra l’altro, permette la creazione di sistemi derivati o specializzati a partire dallo suo codice originale – ad esempio il sistema operativo degli Amazon Kindle deriva proprio da Android. Si può proprio dire che Android per gli smartphone è come dire Linux (oWindows) per i computer. Inoltre i kit di sviluppo dei programmi per questo sistema è liberamente scaricabile per ogni tipo di computer – PC, Mac, Linux – mentre il kit di sviluppo iOS è disponibile solo per computer Apple. Questo ha permesso ad Android di guadagnare rapidamente enormi quote di mercato, e a tutt’oggi Android rappresenta ben il 79.3% dei sistemi operativi smartphone, contro il 13.2% dell’iOS.

In questa fantastica rivoluzione mobile, cosa è successo a Microsoft e Nokia? Entrambe sono finite al palo, con Windows Phone che ha l’8.7% del mercato e il Symbian che quasi è sparito, addirittura fermo allo 0.5%! Come possono queste due aziende aver perso così tanto terreno? Entrambe hanno effettivamente creato le loro piattaforme mobili, ma quello che forse non hanno fatto è avvicinare queste piattaforme alle masse, rendendo i loro apparecchi il più delle volte giocattoli per gli alti papaveri dell’industria, della politica o dell’istruzione, o al massimo per quei “geek” sempre alla ricerca dell’ultima “diavoleria” tecnologica da sfoggiare.

Invece Apple e Google, la prima coi suoi design ricercati e avanzati e la seconda col suo sistema per tutti, hanno diffuso questi apparecchi in tutto il mondo, rendendo così di uso comune apparecchi prima appannaggio perlopiù di persone ricche. Grazie a queste compagnie i telefonini non sono più solo telefonini, ma apparecchi indispensabili alla vita di tutti i giorni, sempre pronti ad aiutarci a modo loro nelle nostre attività personali e lavorative. In questo processo di diffusione di massa avviato in grande stile da Cupertino e Palo Alto, Microsoft e Nokia sono arrivate tardi, e così si devono accontentare solo delle briciole. Ma mentre Microsoft può comunque contare sui proventi del sistema operativo Windows e dei molti altri suoi prodotti software e hardware, la Nokia non ha praticamente altre fonti economiche, e le perdite per l’azienda finlandese sono diventate pesanti.

Quindi, l’accordo tra Microsoft e Nokia può essere un autentico salvagente per queste due aziende, soprattutto per la seconda: Nokia infatti riguadagnerebbe quote di mercato e i relativi profitti e la Microsoft potrà finalmente fornire una esperienza mobile degna di questo nome. Infatti ci sono tutte le premesse per creare una sorta di iPhone “made in Redmond”, con l’intero sviluppo del prodotto fatto “in casa”, esattamente come l’Apple. In questo modo, anche alla Microsoft gli sviluppatori del sistema operativo saranno in strettissimo contatto con gli sviluppatori hardware e i primi sapranno sempre benissimo cosa hanno fatto i secondi, e viceversa. Il risultato saranno smartphone con un hardware potente e con un sistema stabile, perfettamente in sintonia tra loro. Ciò nonpuò essere possibile se – ad esempio – l’hardware lo sviluppa Samsung o HTC e il software Google. Ci sarebbero rischi quali incompatibilità hardware/software e crash di sistema.

Ma, la vera sfida sarà proprio risalire il mercato degli smartphone. Come fare? Rivoluzionando le interfacce utente? Proponendo soluzioni di connettività radicali e mai viste prima? O periferiche che facilitino l’uso dei dispositivi? La Nokia ha l’esperienza pluridecennale nella progettazione dei telefonini, e la Microsoft quella nello sviluppo software, nonché una notevole abilità nel saper vendere i propri prodotti, sia con strategie di mercato che di pubblicità. Intanto la Nokia ha già annunciato alcuni mesi fa un nuovo telefonino della serie Lumia, dotato di fotocamera da 41 megapixel e capace di girare video in full HD, il Lumia 1020. Questo apparecchio assomiglia più a una fotovideocamera che a uno smartphone e ha sistema operativo Windows Phone 8. L’impostazione generale di questi telefonini va molto verso le applicazioni “social”, incoraggiando l’uso delle immagini piuttosto dei testi, e questo di questi tempi è un bene (soprattutto per le tasche dell’azienda finlandese).

L’esperienza degli altri produttori comunque conferma che lo smartphone targato “Micronokia”per essere vincente deve avere 6 elementi: design, connettività, touchscreen, multimedia, funzioni sociali, software a palate. Di questi elementi quello che bisogna sviluppare di più è il sesto: 160000 programmi disponibili sul Windows Phone marketplace contro i 900000 dell’Apple store sono decisamente pochi. Tra le tante cose, sfruttare l’integrazione e lo scambio di dati con altri sistemi Microsoft (Windows, Xbox…), similmente come fa Apple, sarà di sicuro una mossa vincente.

In ogni caso, noi utenti o sviluppatori di smartphone possiamo solo augurare alle due aziende buona fortuna e buon lavoro.

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